Secondo la tradizione il Buddha "fece girare la ruota del Dharma" (conferì l'insegnamento spirituale) per tre volte, ad ogni "giro" comunicando dottrine più profonde. Il primo "giro" è dedicato alle quattro nobili verità: sofferenza, origine della sofferenza, cessazione della sofferenza e sentiero che conduce alla liberazione. Il secondo è dedicato alla vacuità, e la sua essenza è colta nel "Sutra del Cuore", la Prajnaparamita, che spiega l'assenza di esistenza intrinseca dei fenomeni. Il terzo ciclo di insegnamenti venne conferito dal Buddha in diverse località dell'India e codificato in un gruppo di testi chiamati Tantra. A Dhanyakataka, nell'India meridionale, vuole la tradizione che un re del regno mistico di Shambala, Suchandra, abbia ricevuto l'insegnamento esoterico di Buddha denominato Kalachakratantra: "il tantra della ruota del tempo".
religiosa!!!"Possibile che debba rimanere in questo stato?" pensavo. Poi un lampo di qualche neurone particolarmente sveglio nonostante l'ora mi ha fatto schizzare dentro casa e salire sulla sedia accanto alla scrivania e...eccolo. Sempre lui. Il barometro della mia schizofrenia. Il mio vecchio violino. "Eh si, ti ho trascurato" ho detto mentre aprivo la custodia incanutita dalla polvere.
L'animo era sempre più leggero: sapevo di aver trovato il suono che cercavo. I piccoli gesti come tendere i crini di cavallo dell'archetto e passarli sulla resina mi facevano sorridere. Dopo aver posizionato il poggiaspalla mi sentivo pronto. Accordando le quattro corde sentivo che già il polso riaquisiva mobilità e la stanza si riempiva piano piano. Ho chiuso le finestre, sia per non disturbare nessuno, sia per il gusto di non perdere neanche un ritorno di onda. Qualche nota struggente, malinconica, densa e sentimentale. Poi l'archetto s'inclina d'istinto su due corde e crea quell'atmosfera di sogno e di attesa, su e giù, su 4/4 e giù 4/4... ero contento come un bambino! mi sono messo a saltare, a ridere, a esultare, poi ho ricominciato finché il legno della stanza non si è imbibito di un qualcosa di talmente bello e incomprensibile da non poter far altro che sdraiarsi sul parquet e ridere felice!




Non riesco a concentrarmi. Anzi, se mi distraggo ce la faccio.
E vorrei che quest'album dei God machine non finisse mai. Ma che mi prende?
Non posso non essere più padrone di me, non posso essere così influenzato dalla visione che ho avuto del "potrebbe essere". Non è aspettativa, non è gioia.
E' confusione.
Amara e piacevole confusione.
Quello che voglio non potrei dirlo, perché non so se voglio deliziare me stesso
o rovinarmi,
se ciò che sento è vero o se è
l'ennesima proiezione.
Poi penso che tutto ciò che balugina in testa
nient'altro sia che
proiezione.
Di qualcosa di bello
e mostruoso.
E mi perdo
nel mare
di una
sensazione
impalpabile.
Mi ricordo quando si stava tutti in un punto, che non ci si poteva muovere altrimenti si rischiava di cadere giù, in quel buio immenso. A quell'epoca chi poteva immaginare che la materia si sarebbe dilatata, che saremmo scivolati chissà dove, tutti in mondi diversi, che le certezze di solidità e di fiducia nel nostro piccolo agglomerato di atomi ci avrebbero abbandonato?
Ebbene, è successo. Stavamo giusto giocando a "quanto è grande il nero secondo te?", cosa assai difficile e approssimativa in quanto allora non esistevano mica unità di misura, quando avvertimmo un rombo assordante e i pezzi cominciarono a "scollarsi". Davamo tutti per scontato il nostro agglomerato e quando cominciò a sciogliersi i più non trattennero qualche lacrima: i legami molecolari che avevano visto la nostra infanzia adesso si stavano dissolvendo, dividendoci in modo inesorabile. Cadevamo e nessuno aveva la forza di dire niente.
Pensavamo fosse finita, invece era l'inizio.
(dall'idea de "Le cosmicomiche" di I. Calvino)

Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al ricilcaggio e alla prostituzione.
Dopo mesi di inutili dibattiti ecco finalmente la risposta alla domanda "ma una volta in Italia come si comporteranno?" Il senso di squallore è solo paragonabile al disprezzo per questi personaggi.

...allora a questo punto ci dovremmo chiedere:cosa potrà salvarci dalla nostra folle propensione a propagare il male in cerchi sempre più ampi?
tratto da "The addiction", di Abel Ferrara