Si apre l'agone ad Ancona.
Il sindaco silurato Sturani ci dà la possibilità di risvegliarci dal coma. Quale coma, si chiederanno i più.
Il coma che ci ha fatto credere che il benessere fosse direttamente proporzionale al gonfiore del nostro portafoglio. Sto parlando di quel manto di ignoranza che ci ha convinto a mantenere il nostro standard di vita insostenibile, che non ci ha mai fatto capire cosa significasse vivere su questo pianeta, quel lassismo fastidioso che ci ha fatto chiudere entrambi gli occhi di fronte alle ingiustizie ed alle scorrettezze perpetrate in modo sfrontato e irrispettoso della nostra dignità, come l'enorme inganno dell'energia nucleare o la leggerezza con cui i vertici del potere politico affrontano i rifiuti. Mi riferisco a quella alzata di spalle che facciamo, ormai inconsciamente, di fronte ai muri trasparenti che le nostre amministrazioni innalzano attorno ad ognuno di noi circondandolo di telecamere e paure, sospetto e insicurezza. Sto parlando del giornalismo insopportabile che ha reso coloro che hanno la responsabilità di informarci simili a mosche, attratte dallo sterco e nient'altro. Sto parlando proprio di questo sterco, a cui ci hanno assuefatto. Dello sterco che abbiamo come ideale di vita. Dello sterco che è diventato il nostro territorio. Dello sterco che tocchiamo tutto il giorno, tutti i giorni e non ci disgusta, non ci scandalizza. Anzi, quasi quasi è arrivato a piacerci.
Sembra sciocco, ma per una lista civica mi sono esaltato. Tutto quello che penso si condensa finalmente in un programma politico, senza partiti ridicoli alle spalle e senza imposizioni se non quelle dettate dalla decenza e dalla dignità.
Allego di seguito il programma bozza della lista civica alla cui testa si trova Mauro Gallegati, economista e pensatore.
Quello che ho provato vedendo scritto il mio nome, Tommaso Sorichetti, su quella lista di candidati, è stata felicità. Ora il sistema che ho sempre criticato mostra le sue crepe come un castello di sabbia secco, la macchina si è rotta e, dato che nessuno si fida più dei riparatori, tutti possono finalmente proporre delle alternative.
Qui si tratta di rimettere in gioco il nostro sistema di valori, il nostro modo di vita, la consapevolezza dei nostri gesti.
Le norme etero-poste, ovvero imposte dall'esterno, ci fanno odiare i controllori e non ci responsabilizzano. Non capiamo neanche più il perché di certe regole.
È giunto il momento di rimpossessarci di noi stessi.
