storie della disperanza

Secondo la tradizione il Buddha "fece girare la ruota del Dharma" (conferì l'insegnamento spirituale) per tre volte, ad ogni "giro" comunicando dottrine più profonde. Il primo "giro" è dedicato alle quattro nobili verità: sofferenza, origine della sofferenza, cessazione della sofferenza e sentiero che conduce alla liberazione. Il secondo è dedicato alla vacuità, e la sua essenza è colta nel "Sutra del Cuore", la Prajnaparamita, che spiega l'assenza di esistenza intrinseca dei fenomeni. Il terzo ciclo di insegnamenti venne conferito dal Buddha in diverse località dell'India e codificato in un gruppo di testi chiamati Tantra. A Dhanyakataka, nell'India meridionale, vuole la tradizione che un re del regno mistico di Shambala, Suchandra, abbia ricevuto l'insegnamento esoterico di Buddha denominato Kalachakratantra: "il tantra della ruota del tempo".

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Utente: TommyKi
Nome: tommaso sorichetti
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domenica, 24 settembre 2006

Ricercadisuoni

Pieno di ruomori, di stridii, di voci cristalline e di ululati insopportabili. La realtà ci si presenta invasa di musica, di onde sonore, di alti e bassi, di silenzio.
Il risveglio per fortuna oggi si è aperto con la piacevolezza del fruscio del cuscino e il suono dolce e morbido delle lenzuola sfregate su tutto il corpo, tanto che per un po' ho continuato a rigirarmi per godere ancora di quei suoni così concilianti...Quando mi sono alzato, qualche minuto più tardi, avevo una voglia matta di sentire qualcosa di bello, di ascoltare una voce che potesse riconciliarmi col mondo. Un suono caldo e tagliente al tempo stesso, una vibrazione che impregnasse tutta la casa, che come un placido ruscello scendesse lambendo canneti e fiori di ninfee.
Ho dato uno sguardo ai vari artisti che mi accompagnano ogni volta che glielo chiedo, sugli scaffali, ma stavolta nessuno era in grado di soddisfarmi. Sono uscito, ma qualche macchina sporcava il cinguettio della campagna dove vivo.
Niente.

"Possibile che debba rimanere in questo stato?" pensavo. Poi un lampo di qualche neurone particolarmente sveglio nonostante l'ora mi ha fatto schizzare dentro casa e salire sulla sedia accanto alla scrivania e...eccolo. Sempre lui. Il barometro della mia schizofrenia. Il mio vecchio violino. "Eh si, ti ho trascurato" ho detto mentre aprivo la custodia incanutita dalla polvere.
L'animo era sempre più leggero: sapevo di aver trovato il suono che cercavo. I piccoli gesti come tendere i crini di cavallo dell'archetto e passarli sulla resina mi facevano sorridere. Dopo aver posizionato il poggiaspalla mi sentivo pronto. Accordando le quattro corde sentivo che già il polso riaquisiva mobilità e la stanza si riempiva piano piano. Ho chiuso le finestre, sia per non disturbare nessuno, sia per il gusto di non perdere neanche un ritorno di onda. Qualche nota struggente, malinconica, densa e sentimentale. Poi l'archetto s'inclina d'istinto su due corde e crea quell'atmosfera di sogno e di attesa, su e giù, su 4/4 e giù 4/4... ero contento come un bambino! mi sono messo a saltare, a ridere, a esultare, poi ho ricominciato finché il legno della stanza non si è imbibito di un qualcosa di talmente bello e incomprensibile da non poter far altro che sdraiarsi sul parquet e ridere felice!

 

 

                     


postato da: TommyKi alle ore 22:53 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    01 Ottobre 2006 - 20:17
 
ma tu che vuoi fare da grande??
utente anonimo

#2    13 Ottobre 2006 - 16:10
 
tommino,ama!sciogli quella parete di ghiaccio che ricopre da troppo tempo il tuo cuoricino...vedrai che il mondo ti apparirà più amico!!!
bacio,...svalvola!
utente anonimo

Commenti